Michele Mangiafico: “Nessuno si senta escluso, l’Amministrazione si attivi per il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’adozione del “disability manager” e i diritti dei più deboli”


Una battaglia di civiltà per coloro che vivono una disabilità. Ad invocarla è Michele Mangiafico, recentemente protagonista di un incontro che si è tenuto all’Assemblea Annuale dell’Unione Italiana Ciechi.
In città qualcosa è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare. A partire dall’adozione da parte del Comune del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, o P.e.b.a, a cui le persone con disabilità guardano come presupposto per vivere la città in maniera autonoma.
“Il Peba – spiega Mangiafico – affonda le sue radici normative nelle leggi 41/86 e 104/92, ma amo aggiungere anche la 67/06, perché focalizza le discriminazioni subite dai disabili condannando qualsiasi trattamento meno favorevole subito da una persona con disabilità, rispetto al trattamento che avrebbe ricevuto una persona non disabile”.
L’impegno del Consiglio comunale sulla questione c’è stato, basti pensare ai 30mila euro contemplati al capitolo 27583.2 del bilancio di previsione ottenuti “grazie all’impegno del consigliere Sergio Bonafede, ma soprattutto all’ampia condivisione da parte del civico consesso dell’iniziativa” – continua Mangiafico, il quale esorta l’Amministrazione che avrebbe potuto fare, ma non ha fatto.
“Dopo tre mesi, – dichiara Mangiafico – nonostante ci siano le risorse economiche, nessun procedimento amministrativo è stato attivato al fine di redigere un piano che consenta il pieno raggiungimento degli obbiettivi indicati dal legislatore: ‘accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all’individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, installazione di semafori acustici per non vedenti, rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone disabili’”.
Infatti, “non risulta all’ufficio ragioneria – afferma Mangiafico – alcun impegno di spesa sul capitolo sopra menzionato ad un mese dalla chiusura dell’esercizio e con la probabilità che queste risorse vadano in avanzo di amministrazione”.
Non solo pecche, ma Mangiafico propone anche iniziative da portare all’attenzione dell’Assessorato alle Politiche Sociali, come quella di dotarsi della figura del “disability manager”, nell’ottica di difendere i diritti delle persone con disabilità. Una proposta, attuabile tramite la redazione di un regolamento, che affonda le sue radici nel Libro bianco dell’ex Ministro Sacconi sull’accessibilità e mobilità urbana del 2009.
“Mi rendo anche conto che ciascuno è figlio del proprio vissuto e che le istituzioni vanno anche educate rispetto a determinate sensibilità, così come proficuamente è già avvenuto in altri tempi e in altri luoghi” – dice Mangiafico lanciando per il prossimo 21 febbraio 2020 – giornata internazionale del Braille – l’idea di una “cena al buio”, come “già fatto dieci anni prima da parte mia presso l’allora sala Visetti dell’Istituto Alberghiero”.
Inoltre, Mangiafico invita “il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, a sostenere il superamento di due grandi limiti presenti in due pezzi importanti della nostra comunità: il servizio di trasporto per i non vedenti e il servizio di interpretariato per i non udenti. Si tratta di due grandi battaglie di civiltà che hanno segnato in questo anno e mezzo buona parte del mio impegno per una città più giusta, più solidale e più equa e per le quali il Consiglio comunale non ha lesinato di destinare risorse economiche. Nel primo caso al capitolo 18932.6 del bilancio comunale e nel secondo caso al capitolo 18932.7. Al tempo dell’alibi secondo il quale ‘non ci sono le risorse’, segue il tempo della verità sul programma che intende seguire il governo della città”.
“E’ giunto il momento, anche per l’Amministrazione comunale, – conclude Mangiafico – di passare dalle parole ai fatti, dimostrando che una vera comunità è quella che non lascia indietro nessuno”.

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