Mangiafico: “Perché non si autorizzano i test rapidi sui prelievi del sangue?”

Dopo il forzato “stop” ai referti sui casi sospetti di Covid-19 a causa della mancanza di “reagenti” in provincia di Siracusa, Michele Mangiafico torna ad intervenire allargando lo spettro dell’analisi diagnostica ai test rapidi fatti sui prelievi del sangue, una frontiera che per il momento l’Istituto Superiore di Sanità non vuole percorrere. “L’ordinanza regionale numero 7 del 20/03/2020 della Regione Siciliana” – ricorda l’ex vice-presidente del Consiglio comunale del capoluogo aretuseo – “afferma all’articolo 3, comma 4: “E’ fatto divieto di utilizzo di qualsiasi test di natura sierologica e ad accertamento rapido, fino ad eventuali diverse valutazioni del Comitato Tecnico-Scientifico nazionale istituito presso l’Unità di Crisi”. La Regione Siciliana segue le indicazioni che provengono dall’Istituto Superiore di Sanità, che per bocca del suo presidente Brusaferro ha dichiarato: “I test sierologici ad oggi non hanno raggiunto livelli di affidabilità tali da poter essere utilizzati e quindi non ne viene raccomandato l’utilizzo”.”

“Tuttavia” – afferma Michele Mangiafico – “i test rapidi sui prelievi del sangue esistono. Permetterebbero di rintracciare i cosiddetti “asintomatici” e coloro che sono stati contagiati e sono guariti. Permetterebbero di realizzare una mappatura ampia del rischio di contagio. Nel nostro Paese, ci sono due Regioni che – diversamente dalla Regione Siciliana – hanno deciso di intraprendere comunque questa strada, a prescindere da ciò che indica l’Istituto Superiore di Sanità: la Toscana e il Veneto. La Regione Toscana ha investito sui test sierologici cui sottoporre 25 mila operatori della sanità. È stato anche pubblicato un elenco dei punti dove poter effettuare il test. Analogamente, il Comitato tecnico-scientifico del Veneto ha dato il via libera ad un progetto che riguarda operatori sanitari e case di riposo per un totale, complessivamente, di 80 mila persone. Ma l’obiettivo dichiarato dal Veneto è quello di realizzare oltre 750 mila test”.

“Anche in provincia di Siracusa” – continua Mangiafico – “ci sono laboratori di analisi privati già attrezzati per realizzare test sierologici. Infrastrutture e tecnologie che permetterebbero di allargare molto la platea delle conoscenze sullo stato della nostra popolazione, rendendo più chiare le situazioni di rischio. Infrastrutture e tecnologie che appaiono ancora più utili alla luce delle oggettive difficoltà che hanno dimostrato le altre infrastrutture (laboratori autorizzati dalla Regione Siciliana) e tecnologie (tamponi e reagenti) attualmente utilizzati nella nostra isola, con una penuria costante di tamponi e reagenti e con referti che vanno a rilento. Perché, allora” – conclude Mangiafico – “non aprire ai test rapidi sierologici?”

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