Mangiafico: “Attivare il Laboratorio di analisi dell’Umberto I e reperire i reagenti”

“È noto ormai all’opinione pubblica che uno dei principali motivi dei ritardi nella procedura di diagnosi dei sintomatici sia la carenza infrastrutturale e tecnologica del territorio. Per carenza infrastrutturale, intendo dire il numero di laboratori autorizzati. Credo che non sia accettabile che, a quaranta giorni dal primo caso registrato in Sicilia, il principale laboratorio di analisi pubblico in provincia di Siracusa, ovvero quello dell’ospedale Umberto I, non sia ancora operativo. Le notizie apprese da parte mia mi dicono che sia stato identificato il luogo, ma ancora si aspettano i lavori di riadattamento, l’arrivo delle strumentazioni, dei presidi e dei reattivi necessari. Non so se ci sarà anche una problematica ulteriore legata all’addestramento del personale necessario. Di contro, ci sarebbe operativo un laboratorio privato ad Avola, benché il privato dovrebbe essere da supporto al pubblico e non sostituirsi ad esso. Non sento da parte della classe dirigente nazionale e regionale del nostro territorio levarsi voci autorevoli e funzionali a velocizzare questo iter. A fronte dell’emergenza in corso, mi sembra grottesco”. Ad intervenire sulla delicata questione della lentezza delle procedure per la diagnosi della popolazione è Michele Mangiafico, ex vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa.

“L’altra disfunzione di cui parlavo è quella tecnologica. Mi riferisco, in questo caso, a tamponi e reagenti. Anche da questo punto di vista – continua Michele Mangiafico – è doveroso informare l’opinione pubblica che i dati relativi alle ultime ventiquattr’ore e al nostro territorio non sono dati credibili, perché sono finiti i “reagenti” per verificare la positività o meno dei tamponi, cioè la presenza del virus. Ho notizia di casi “bloccati” in ospedale e di cittadini al termine della quarantena “bloccati” a casa, proprio perché sono terminati i kit per effettuare i test. La ditta da cui ci si approvvigiona sarebbe andata in overbooking. D’altra parte, risponderebbe a verità la notizia che nel contempo in Veneto starebbero facendo i tamponi a domicilio? Ho chiesto al Sindaco di Siracusa, nella qualità di responsabile della salute sul territorio, quali iniziative siano state poste in campo per la risoluzione di questa seconda criticità e per capire se ci sono trattamenti diversi tra le varie Regioni, ma non ho ancora avuto risposta”.

“Con queste premesse – conclude Mangiafico – andare oltre con le strategie diventa difficile: è chiaro, ormai, che allargare il numero dei tamponi agli asintomatici prossimi ai positivi, ai loro familiari, così come a forze dell’ordine e lavoratori a contatto col pubblico permetterebbe uno screening funzionale alla riduzione del contagio e ad una uscita più celere dall’emergenza. Ma come possiamo pensare di volare quando è difficile già riuscire a camminare?”

Mangiafico: “Attivare il Laboratorio di analisi dell’Umberto I e reperire i reagenti”

About The Author
-