La bocciatura all’ultimo CIPE del progetto definitivo della Ragusa-Catania è tombale e contraddittoria.
Tombale perché azzera il progetto definitivo che, a parole, aveva superato il pre-cipe, penultimo atto di una
vicenda dal gusto “Kafkiano”.
Contraddittoria perché dopo 16 anni l’attuale decisore nazionale “fulminato sulla via di Damasco” scopre
alternative più vantaggiose non meglio definite; quindi allo stato solo un ulteriore “ANNUNCIO”.
Contradittoria anche perché, da autorevoli riscontri verificati in queste ore, sembrerebbe che la nuova
ventilata ipotesi confermi la procedura attuale ma con il cambio del concessionario da privato al pubblico.
Non si capiscono e soprattutto, nei fatti, non si declinano tempi, modi e forme di tale soluzione.
Dopo oltre tre lustri di conferme e di smentite, a un passo dell’apertura dei cantieri, si rimette tutto in
discussione.
Ci dicano ora il governo nazionale e la burocrazia romana quale è questa soluzione.
Ci dicano, ancora, la nostra deputazione di governo e di opposizione se quest’opera deve continuare ad
essere “martoriata” dalle scadenze elettorali oppure se, finalmente uscendo dalle logiche di appartenenza
partitica, ci si coalizzi per l’interesse generale che rappresenta questa infrastruttura.
Ci dicano i sindaci se vogliono raccordarsi con le loro comunità riprendendo una prassi che avevamo
consolidato, in precedenza, di un percorso unitario.
Facciamo, ancora, un appello al Prefetto di Ragusa, nel vuoto istituzionale che oramai contraddistingue
questa provincia, affinchè si adoperi per convocare un coordinamento di tutte le parti economiche, sociali,
politiche ed istituzionali con l’obiettivo di concretizzare un’opera decisiva per le nostre comunità.
Fortemente voluta da tutti.

Comunicato stampa

La bocciatura all’ultimo CIPE del progetto definitivo della Ragusa-Catania è tombale e contraddittoria.

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