Nell’ambito della rassegna ‘Le compositrici edizione 2019′ che si tiene presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio nell’ ‘Ex Mattatoio’ di Roma, la clavicembalista Elisabetta Guglielmin, si esibisce con le composizioni di Elizabeth Jacquet de la Guerre, compositrice francese.
La sala è ancora off-limits al momento dell’intervista, ma la nostra testata ha un PASS speciale.
La prima domanda si basa sulla scelta della Jacquet de la Guerre, a cui risponde ‘L’ho scelta un po’ per
pregiudizio, si chiama come me, ma non l’avevo quasi mai approfondita molto… Poi, quasi per caso ho scoperto la qualità delle composizioni della Jacquet de la Guerre’.
Se produrrà un nuovo disco risponde molto sicura ‘Ovviamente, dopo il mio primo disco, la casa discografica non mi molla più, sto lavorando ad due nuovi progetti che usciranno in futuro’.
Riguardo il suo strumento preferito, essendo clavicembalista, ma anche pianista spiega ‘ Il mio primo strumento è stato il pianoforte, il clavicembalo lo tralasciavo perché veniva considerato il ripiego per chi non sapeva suonare il piano.. Poi un giorno l’ho provato ed ho preferito per la sua capacità espressiva’.
Si passa alla sua attività didattica presso l’Accademia Aimart di Roma:
‘Per qualcuno il concerto e la didattica sono due cose diverse, ma la bellezza della musica è appunto divulgarla, per me non c’è nessuna differenza’.
L’ultima domanda riguarda cosa preferisce di Modica e Torino.
‘Sono due città diverse, senza offesa per i Veneti, ma l’unica casa che io e mio marito abbiamo
comprato è a Modica..’.
Vincenzogiuseppe Perricone

Intervista a Elisabetta Guglielmin. Intervista in esclusiva alla clavicembalista, poco prima di un suo concerto a Roma

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