Sono qui con Barbara Bonvicini, Presidente di Radicali Italiani all’età di 29 anni.
prima domanda perché più Europa?

+Eu. credo che sia un qualcosa che ha unito più fronti liberali senz’altro, europeisti che è il secondo punto fondamentale e che li abbia uniti sotto una grande bandiera di speranza che dobbiamo costruirla noi dando un’alternativa che sia appunto come abbiamo detto liberale, europeista… Ma non solo, un’alternativa di proposta visto che come argine a questo governo del ‘cambia-niente’ come lo chiama Antonella Soldo, serve un’alternativa di proposte non solo di protesta.

Siete alternativi allo schieramento cdx – csx – 5S? Soprattutto destra/sinistra?

E’ alternativa è senz’altro, ma non credo sia una alternativa né a destra né a sinistra perché credo che i contesti destra-sinistra siano leggermente superati e siamo l’alternativa aperta, perché adesso c’è una chiusura Una tendenza alla chiusura chiusura tramite i muri, tramite le importazioni, le produzioni, il fabbisogno interno… si guarda tutti verso il proprio ombelico. Invece noi proviamo a dare uno sguardo non solo europeo, che riguarda solo l’Europa ma quasi mondialista, che va al di là dell’internazionale perché tutti fenomeni che stiamo vivendo adesso sono collegati e non è un caso che quella che noi credevamo fosse la sinistra sia sostanzialmente fallendo tutto il mondo salvo qualche eccezione virtuosa… quindi credo che è l’alternativa proposta cioè la società aperta, la società libera, possa essere un’alternativa anche rispetto alla schieramenti precedenti che adesso non hanno gran motivo di esistere, anche se si parla molto di ‘ritorno del fascismo’ credo che sia il ritorno alla chiusura che è identitaria del fascismo.

Sei molto attiva sui social soprattutto in una campagna che si capisce che ti sta molto a cuore quella antiproibizionista, ora nel 2019 tanti dicono “ancora con l’antiproibizionismo, possiamo benissimo comprarla in tabaccheria..’ cosa rispondi a questo?

C’è un po’ un miscuglio di cose, un miscuglio anche di tematiche perché l’antiproibizionismo si creda sia solo relativo alle sostanze stupefacenti, invece è un concetto generale dell’agire liberale. tu sei antiproibizionista nei termini dei confini, nei termini di proibizioni economiche lo sei anche nei casi delle stupefacenti, che è l’oggetto della tua domanda. Credo che quella che si compri dal tabaccaio sia stata una grandissima apertura rispetto ad un tabù, quello della cannabis che abbiamo vissuto grazie a componenti anche legislative fondamentali della nostra storia proibizionista italiana come la ‘Fini-Giovanardi’…
Credo che lo specchio americano stia molto aprendo quantomeno il dibattito…
Rispetto alla questione riguardo la legalizzazione della cannabis abbiamo già i primi riscontri in termini di consumo eccetera… che senz’altro vederla dal tabaccaio ha iniziato a innescare un dibattito che nessuno, né nelle più grandi reti televisivi, né sui giornali, ha mai contribuito a creare.
Quindi il dibattito che assistiamo davanti alle tabaccherie, dove vi sono persone di tutte le età che si interrogano se è un bene o un male, è un punto di partenza fondamentale da cui partire. In questo senso antiproibizionismo. Nel momento cui dai un tabù ed un veto alla parola ed al dibattito già crei un humus nella conoscenza della tua della tua cittadinanza. E quindi credo che la battaglia antiproibizionista sulle sostanze, in una società che sta uscendo da una crisi economica che notoriamente contribuisce a portare le persone a voler alterare il proprio stato di coscienza: per frustrazione, per insoddisfazione, per rabbia per una serie di questioni credo che sia un problema quello dell’alterazione alla coscienza che lo stato deve affrontare, ma deve affrontare non nei termini di repressione perché è un bisogno sociale, ma nei termini di una libertà, che uno stato liberale deve garantire, quella di poter assumere qualsiasi cosa. Noi facciamo del vino una grande emblema del MADE IN ITALY, facciamo fiere che lo promuovono. Anche le birre, ad esempio la birra d’abbazia sono un grande mercato per molti imprenditori italiani. Credo che se lo pensassimo in termini di veto, nei confronti dell’alcool ci spaventeremmo un po’, non sarebbe nella nostra cultura… Sulla cannabis sono convinta che sia tempo di riaprire un dibattito.

Perfetto, ultima domanda.
Sei molto attiva in consiglio regionale… Pensi di candidarti alle europee?

Credo che la candidatura sia consequenziale a un impegno che in quel contesto trova una necessità di tradursi anche in un’espressione di un voto elettorile, in quel senso io sto portando avanti molte battaglie
non ultima quella in Lombardia sulla reale applicazione della legge 194 quindi sulla libertà della donnadi interrompere liberamente la gravidanza. Credo che questa cosa abbia innanzitutto necessità di impegno, non credo credo che il mio contributo alla campagna elettorale sarà fattivo come lo è sempre stato fuori e dentro alle liste, e credo soprattutto in questo contesto dove i personalismi si fanno anche sentire, credo che il personalismo rispetto alla candidatura sia da trattare con molta umiltà e quindi credo che mi impegno a prescindere dalla candidatura alle elezioni europee…

Perfetto.
Grazie mille ed in bocca al lupo!

Viva il lupo! Grazie.

Vincenzogiuseppe Perricone

Intervista a Barbara Bonvicini

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