Il nuovo processo canonico per la nullità del matrimonio e il Tribunale
Ecclesiastico Diocesano.
SIRACUSA
Presso il Salone dell’Episcopio in Ortigia, piazza Duomo, sede dell’Arcivescovado di
Siracusa è stata inaugurata l’apertura dell’anno giudiziario 2019 del Tribunale
Ecclesiastico Metropolitano di Siracusa.
Pochi lo sanno, ma sarà il quarto anno di attività. E’ stato, infatti, istituito nel 2016 per
volontà dell’arcivescovo Salvatore Pappalardo a seguito della riforma del processo
canonico di nullità matrimoniale intervenuta nel 2015 su impulso di Papa Francesco.
Oltre a quello di Siracusa, in Sicilia ce ne sono altri tre, quello della diocesi di Noto, quello
di Agrigento e di Nicosia. Le rimanenti diocesi hanno, invece, preferito continuare a far
capo al Tribunale Inter-diocesano Siculo con sede a Palermo il cui Moderatore è
l’Arcivescovo Metropolita di Palermo, Mons. Corrado Lorefice.
Il T.E.M. di Siracusa è composto da un Vicario Giudiziale, un Vicario Giudiziale Aggiunto,
tre giudici, un Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia e un Difensore del Vincolo.
Positivo il bilancio di questi primi tre anni di attività che hanno registrato una consistente
riduzione della durata dei giudizi, circa nove mesi.
Il nuovo processo per la declaratoria di nullità del matrimonio canonico ha dato centralità
al Tribunale Diocesano, cioè al potere giudiziale del Vescovo che lo esercita attraverso il
proprio Vicario Giudiziale.
Due le innovazioni principali della riforma: lo snellimento della procedura processuale e la
modifica della competenza del Tribunale Ecclesiastico, che ha riguardo ormai anche al
domicilio della parte attrice. Prima, invece, la competenza era fondata esclusivamente sul
luogo di celebrazione del matrimonio o sul domicilio della parte convenuta, e, con
particolari procedure, anche sul luogo dove dovevano essere raccolte la maggior parte
delle prove.
Ma la riforma di Papa Francesco prevede anche un’altra novità, ossia la possibilità di
instaurare un procedimento veloce, la causa “brevior”, che vede come giudice monocratico
lo stesso Vescovo, affiancato da due assessori, uno dei quali compie l’istruttoria.
Il Papa ha spinto molto per la gratuità del processo e della difesa per i meno abbienti,
nonché per l’abbattimento dei costi. Infatti, quanto alle spese processuali ordinarie e agli
onorari di avvocato, la Conferenza Episcopale Italiana ha fissato un contributo di 525 euro
per la parte attrice, di 262,50 euro per la parte convenuta costituita in giudizio, mentre
l’onorario dell’avvocato può variare dai 1575 euro ai 2992 euro, oltre gli oneri fiscali.
Insomma, un processo nuovo, più rapido, a portata di tutti e più vicino ai cittadini, una
sfida col passato che ha intenzione di vincere.
Vincenzogiuseppe Perricone

Il nuovo processo canonico

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