Formazione continua degli avvocati L’importanza che ha per i legali e gli assistiti

Chiunque si rivolga ad un avvocato per assistenza sui più svariati temi della giurisprudenza, esige , ovviamente, che davanti a sé abbia più un ‘signore’ della professione anziché un ‘azzeccagarbugli’. La normativa italiana, oltre ad una formazione agli inizi della carriera, prevede che l’avvocato continui il suo percorso formativo, nonché di aggiornamento, per il resto della sua vita.

Ciò che spesso gli assistiti ignorano è che l’avvocato non solo si tiene in costante studio per le esigenze lavorative, ma si deve attenere a requisiti minimi fissati dal Cnf (Consiglio nazionale forense). Infatti l’avvocato è tenuto a partecipare a corsi e convegni, accreditati dal Cnf, a qui fa capo la maturazione di crediti formativi. I cf devono essere 60 su base triennale e possono essere svolti, in misura massima del 40%, online su piattaforme di e-learning. E’ necessario che si ottengano minimo 15 cf per anno. Di questi 3 di deontologia forense, ovvero le norme di comportamento verso i clienti e colleghi, che diventano 9 a fine triennio. Per quanto possa sembrare una piccola ‘seccatura’, va a vantaggio dei professionisti del settore, e, di conseguenza ai clienti.

Vincenzogiuseppe Perricone

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