Elena Perrella: “Vi parlo del mio Schuberth. Il ritorno in passerella? Lo immagino così”

La moda è certamente una delle massime espressioni della bellezza e della creatività, entriamo in questo mondo in punta di piedi, accompagnati da un’esponente di tutto rispetto, Elena Perrella, direttore creativo della Maison Emilio Schuberth. Il suo incontro con la maison è casuale, involontario, ma come spesso accade, certe storie meravigliose, iniziano proprio così. “Ho conosciuto Schuberth grazie a Bonizza Giordani Aragno, studiosa del costume e della moda contemporanea. Venne da me alla Fondazione Mondragone, a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, era il 2004. Ricordo che mi disse ‘Vogliamo organizzare qui una mostra per Emilio Schuberth?’, non sapevo chi fosse, domandai infatti ‘Chi? Il musicista?’”. Un aneddoto che strappa un timido sorriso, ma che fa comprendere come tutto era già scritto, destinato. “Mi ha raccontato chi era Schuberth, me ne sono innamorata. La mostra si è fatta ed è risultata fantastica, straordinaria”.

Quella che stiamo raccontando è una storia italiana, non facciamoci ingannare dal nome dello stilista, di origini napoletane tra l’altro. Una storia che Elena Perrella ha incarnato su sé stessa, dando vita alla Maison Emilio Schuberth: “Ho studiato, ho raccolto documenti. Schuberth è stato un precursore, credo che l’Italia e la moda gli debbano molto, è stato giusto fondare una maison e soprattutto mi sembra giusto che questo brand si riprenda il suo posto in Italia”.

La Maison Emilio Schuberth è anche un’opportunità per i giovani di formarsi e di lavorare dietro il brand: “La nostra idea è quella di dare spazio, ad ogni stagione, attraverso un talent scout, a un giovane stilista e permettergli di disegnare Schuberth. In questo modo cerchiamo di far offrire un’occasione formativa, culturale, creativa e che comunque, alla fine, sia da fondamento a quello che è poi il business della moda. Lavoriamo affinché Schuberth possa continuare ad essere indossato e apprezzato per come merita. Questa è la mission della Maison, lo scopo del mio progetto.

Come tutti i settori, anche quello della moda è stato colpito duramente a causa del Covid, ma Perrella ci spiega che è possibile cavarne fuori un’occasione: “La creatività ha bisogno di un momento di riflessione e questa pandemia ce l’ha imposto. E siamo certi che, ancora una volta, da un momento buio e negativo come quello che stiamo vivendo, la moda tirerà fuori il meglio. Un po’ come è successo, ad esempio, nell’immediato dopoguerra, il ‘made in Italy’ è nato nel ’51. Certamente ne avremmo fatto volentieri a meno, ci è mancata e ci manca la passerella e tutto quello che le ruota attorno. Ci manca quel tempo frenetico, dove non c’è distinzione tra il giorno e la notte e si lavora senza sosta per arrivare a quel momento che è la sfilata. E poi ci sono le aziende che stanno soffrendo. Noi per primi abbiamo avuto problemi con gli incassi e, anche se il marchio è storico, nell’effettivo siamo una start up, un’azienda che sta rilanciando un brand ed è un’impresa titanica. Però sono fiduciosa, i miracoli accadono e penso che Schuberth non sia solo una bella sfida, ma anche un bel miracolo”.

Ma come sarà il ritorno in passerella? “Torneremo a raccontare della vita, della sua bellezza. Porteremo in passerella un messaggio forte che è quello di non abbattersi nonostante le avversità e lo faremo attraverso i colori, anche attraverso il green. Vogliamo salvare il mondo? Bene, preoccupiamoci di una filiera che utilizza il riciclo, che non pensa solo a produrre, anche a discapito della salute del nostro ambiente. Credo che abbiamo ricevuto una grande lezione, ne abbiamo visto tanti andar via a causa del coronavirus, ci siamo commossi. Mi auguro nel settore della moda una maggiore solidarietà, ecco, penso dobbiamo ripartire da qui.

Elena Perrella: “Vi parlo del mio Schuberth. Il ritorno in passerella? Lo immagino così”

About The Author
-