Come “ammazzo” la quarantena: corso di make-up on line interattivo

Nelle prime pagine dell’Insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera si domanda, traendo spunto dalla filosofia greca, dove andrebbero inserite le categorie della “leggerezza” e della “pesantezza” se dovessimo dividere ogni contrapposizione in due mettendo una categoria nella colonna dei “positivi” e il suo opposto nella colonna dei “negativi”. La storia descritta nel romanzo mira, poi, a mettere in discussione il presunto posizionamento della “leggerezza” tra i “positivi”, dimostrandoci che, in realtà, è insostenibile. Allo stesso modo, il gioco potrebbe ripetersi per le categorie di “interiorità” ed “esteriorità”. Se è vero, infatti, che il Romanticismo ci aveva educato, fino ancora al secolo scorso, ad affermare il primato della spiritualità e dell’emotività sul culto della bellezza classica, nella società attuale si è affermata, al contrario, un’attenzione sempre maggiore verso la cura dell’aspetto fisico, il modo di vestirsi, la capacità di saper interpretare uno stile dal punto di vista esteriore prima ancora che interiore. Nei social network maggiormente diffusi, l’immagine prevale sul pensiero e “traina” un maggior numero di “like”.

In questo contesto culturale, si è andata affermando una figura professionale che associa fantasia e creatività nella cura del viso dei protagonisti dello star system, quella del “make up artist”. La stessa idea di unire al trucco il concetto di arte dimostra la scalata di questa professione sul piano dell’apprezzamento sociale. In effetti, è un’arte, antica al punto da affondare le sue radici nella storia più antica del genere umano. Ad interpretarla con originale profondità d’animo nella nostra città è Laura Nastasi, il cui percorso di studi è rivelatore della capacità di ricercare il punto di equilibrio tra l’anima della persona e il suo aspetto esteriore. Laura, infatti, è cresciuta – presso la Romeur Academy di Roma – alla scuola di Antonio Ciaramella, che compenetra romanticismo e bellezza, restituendo dignità spirituale al lavoro artistico. “Di Laura Nastasi posso dire molte cose – ha scritto lo stesso Ciaramella – le principali sono: professionale, responsabile e bravissima. E’ stato fondamentale il suo supporto tecnico a Miss Italia 2013. Ho provato a portarla via dalla Sicilia per farla lavorare con me, ma non ci sono riuscito”. Più recentemente, nella sua terra, Laura ha partecipato, come assistente al trucco, al film “Road to the Lemon Grove” di Dale Hildebrand, girato nel 2018 tra Toronto e la Sicilia orientale. Numerose le collaborazioni, come make-up artist, per gli spot pubblicitari che grandi aziende hanno girato nella nostra isola.

Ho conosciuto quest’artista quando è scoppiata la pandemia da Covid-19, incuriosito anche dal fascino per il trucco sul viso nutrito da mia figlia Francesca, bimba ma già vanitosa. Laura ha avuto la brillante idea di intrattenere in tanti, dagli adulti ai più piccini, su Instagram, attraverso delle dirette in cui, dopo che i suoi follower nei giorni precedenti hanno scelto tra diverse opzioni un make-up di cui spiegare l’esecuzione, successivamente lei ne racconta la realizzazione, partendo dall’inizio. In queste ore di paziente attesa casalinga, è anche possibile acquistare on-line dei brevi corsi realizzati da Laura che possono aiutare chi voglia migliorarsi nell’arte del make-up. Si può accedere al corso interattivo attraverso la pagina Facebook “Luana Nastasi Mua Barber” oppure cliccando il link:

https://lauranastasimua.wixsite.com/lauranastasimua/bookings-checkout/corso-make-up-online-interattivo.

La grande opportunità che accompagnerà per mano chi sceglierà questa strada è la stessa della narrazione di Milan Kundera: scoprire di quanta spiritualità è nutrita l’arte di Laura al punto da mettere in discussione ogni eventuale pregiudizio possa essere nutrito sull’esteriorità dell’essere. Bella dentro e fuori.

Michele Mangiafico

Come “ammazzo” la quarantena: corso di make-up on line interattivo

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