Si è concluso, ieri sera, domenica 14/7/2019, il “Concorso Internazionale di Danza” , con la serata di gala che ha visto esibire i concorrenti selezionati durante le tre serate precedenti.
Il concorso giunto al suo 14° appuntamento si svolge ogni anno dal 10 al 14 luglio. Per quattro giorni consecutivi il Chiostro dell’ex convento di S. Domenico viene trasformato in teatro, con pochi accorgimenti aggiunti, una pedana professionale che fa da palcoscenico, e qualche candido sipario nell’arco tra un pilastro e l’altro e tutto assume una veste trasfigurata, da anonimo atrio diventa luogo che accoglie chi cerca l’arte della danza espressa in una delle sue espressioni più alte e suscita il silenzio.
Oltre al chiostro S. Domenico anche il teatro Garibaldi è impegnato con la danza, con “Modica in Danza” ovvero con l’esibizione di gruppi provenienti da altre scuole siciliane che si esibiscono nella mattinata. Un’occasione quest’ultima per dare opportunità ai ragazzi che studiano danza di mettersi in gioco, confrontarsi con altre realtà e fare esperienza, mentre per l’organizzazione del concorso e per la giuria costituiscono un’opportunità di selezionare coreografie interessanti da inserire nella serata di gala.
Il Concorso è ideato e diretto dal Maestro Evgeni Stoyanov ed è organizzato dal “Centro Internazionale di Danza” che lo stesso Maestro conduce insieme alla moglie Maestro Ornella Cicero.
I concorrenti (in questa edizione oltre 100) che provengono da diverse nazioni ( Korea, Bulgaria; Ucraina e ovviamente da diverse regioni d’Italia) vengono selezionati da una giuria di esperti internazionali del settore, provenienti da prestigiose accademie, direttori artistici di prestigiosi teatri e da direttori di Università della danza. Quella che ha selezionato i premiati di questa 14° edizione ha compreso 5 giurati: Franziska Mòlle, ballet manager (Germania), Roberta Ferrante (Italia), Yuhun-jo (Korea), Vitaly Petrov (Ucraina), Josè Luis Vieira (Portogallo).
Il concorso riceve il Patrocinio del Comune di Modica che mette a disposizione il Chiostro più un contributo di 2000€ al pari degli altri attori che contribuiscono alla formazione del cartellone “Estate Modicana”, dalla Fondazione Garibaldi che mette a disposizione il Teatro, e da un gruppo di sponsor privati ( Generali assicurazioni, Bonajuto, Banca Agricola Popolare di Ragusa, Hotel Principe d’Aragona, Mondadori, Gruppo Minardo) più due sponsor tecnici ( Passi di Danza e Donna-Atelier di Catania) che mettono a disposizione la loro logistica.
Il concorso non è solo un evento culturale di altissimo livello che onora la città di Modica ponendola al livello di una capitale europea, ma costituisce anche un’occasione importante di crescita professionale per gli allievi in formazione nella disciplina, e, per quelli in fase di formazione avanzata costituisce una vetrina da cui partire per entrare nel mondo della professione artistica. Nelle edizioni precedenti abbiamo visto diversi concorrenti a cui è stato offerto un contratto di lavoro stabile, e tanti altri, bravi, ricevere borse di studio e corsi di formazione gratuite presso accademie prestigiose.
Il resto è la bellezza di questa disciplina, difficilissima e durissima da praticare, che però costituisce una forma d’arte eccelsa, è un mezzo espressivo che elegge il corpo come linguaggio, come mezzo di comunicazione, riuscendo a fargli esprimere ciò che le parole difficilmente sanno esprimere con la medesima efficacia.
Con la danza il corpo si fa veicolo dei sentimenti universali, riuscendo a raggiungere la bellezza della poesia, la medesima sintesi, la massima intensità lirica sia se sceglie di esprimere il dolore o il piacere, la gioia o l’angoscia, la libertà o la coercizione.

Nella danza il corpo parla, canta, sussurra, impreca, soffre e gioisce, sfida la forza di gravità facendosi agile e leggero, esprime la possanza, ma sa essere inerme, mostra l’umiltà e la fierezza. In questa disciplina, il corpo, come strumento espressivo, sa divenire superbo, sa rappresentare gli dei e simboleggiare la miseria, sa raffigurare la speranza e la libertà, così come sa farsi statua della sofferenza.
La danza è un’arte che richiede costanza di studio, sacrificio di allenamento incessante, ma sa raggiungere l’apoteosi comunicativa fino a divenirne incanto.
Carmela Giannì

CALATO IL SIPARIO SULL’EDIZIONE N°14 DI I.B.C. (INTERNATIONAL BALLET COMPETITION)

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